LE GROTTE DI ONFERNO

All’interno della Riserva Naturale si trova la Grotta di Onferno, lunga 700 m e profonda 70, presenta un dislivello di circa 70 m sono originate da alcuni rii che scendendo dal Monte Croce, raggiunta la rupe gessosa iniziano un percorso sotterraneo, per riaffiorare piú a valle.
L’esplorazione della grotta avvenne nel 1916 ad opera di Lodovico Quarina, che risalì la grotta dalla risorgente all’inghiottitoio.
Le odierne visite guidate ripercorrono questa direzione e consentono di ammirare i tipici alabastrini delle grotte gessose.
Nei pressi dell’uscita si percorrono alcune sale ampliate da fenomeni di crollo. Nella Sala Quarina la volta é movimentata da mammelloni, curiose strutture coniche tra i più belli e grandi d’Europa che indicano la base di uno strato di gesso.

 La grotta custodisce la più importante colonia di pipistrelli della regione, con ben otto specie diverse.

Dall’estate 1989 la grotta è aperta al pubblico, è una sorta di tunnel naturale di facile accesso attraverso i due ingressi ed altrettanto agevolmente percorribile (in ciò unica in Emilia-Romagna). Per rendere visitabile la grotta è stato sufficiente tracciare un sentiero camminabile e mettere in opera un paio di scale metalliche. Ovviamente si tratta di una escursione semispeleologica: i “turisti” sono muniti di casco protettivo con torcia incorporata. Il percorso turistico attuale prevede l’ingresso dal punto di risorgenza del torrentello che ha scavato la grotta, raggiungibile attraverso un suggestivo sentiero pedonale tracciato nel bosco della antica Pieve di Santa Colomba dell’Inferno (oggi ristrutturata e in parte ricostruita) e l’uscita, dopo circa 500 m di percorso sotterraneo, ai piedi della rupe di Onferno. La prima metà del sentiero ipogeo si sviluppa in una stretta galleria meandriforme, fra alte pareti sinuose, modellate e levigate dall’acqua nell’arco di migliaia di anni. Sono facilmente individuabili numerosi paleolivelli di scorrimento, marcati da concavità e/o convessità aggettanti.
In quanto a concrezioni calcaree, la Grotta di Onferno non costituisce un’eccezione rispetto alla generalità delle grotte nel gesso, povere di simili elementi decorativi. Alcune “colate” calcaree, per altro di un bel colore giallo, drappeggiano le pareti della cavità nei pochi punti di stillicidio di acque percolanti.
La seconda parte della grotta presenta una morfologia completamente diversa. Gli ambienti sono più ampi e immettono nella vasta Sala Quarina. Due scale metalliche in successione permettono di salire senza problemi alla galleria di uscita, ad andamento sub-orizzontale.

Si esce in superfice sotto l’incombente rupe, alta una quarantina di metri, sulla quale era edificato il Castello di Onferno. Una caverna che si apre nei pressi dell’uscita ospita un interessante impianto artigianale per la preparazione di gesso da presa, che fu attivo fino al secondo dopoguerra, consistente in due forni di cottura e in una macina in pietra che, imperniata al soffitto della spelonca veniva azionata da un asino: una tecnologia all’avanguardia… in epoca romana!!
L’intero affioramento gessoso di Onferno, nel quale si apre la grotta, si trova in posizione “alloctona”, cioè poggia, a seguito di traslazioni di natura geologico-tettonica, su terreni sedimentari di deposizione più recente.

Il centro visita e museo naturalistico, ospitato negli spazi dell’antica pieve di Santa Colomba, quasi completamente distrutta dai bombardamenti dell’ultima guerra, è il punto di riferimento per le visite guidate alla grotta, che durano 90 minuti circa e attirano ogni anno migliaia di visitatori, le escursioni lungo gli itinerari all’aperto e le molte altre opportunità educative e culturali offerte a scolaresche e gruppi.

Sito ufficiale www.facebook.com/grotta.onferno

Tel. 389/1991683 per prenotazioni e informazioni

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