SENTIERISTICA

Gemmano e tutte le sue frazioni sono culla di reperti storici e naturalistici, nel corso degli anni sono stati preposti PERCORSI adatti a camminate di breve o intensa durata per poterli visitare e scoprire.

Di seguito alcuni PERCORSI utilizzati dalle guide per accompagnare i turisti:

 

ANELLO ONFERNO

Distanza: 6,7km (01:44)
Tempo movimento: 01:32
Altitudine minima: 159m
Altitudine massima: 527m
(Percorso che da Via Arcella fa arrivare all’ Osteria di Mare da Cleto e poi ridiscende per via Ca’ Bernardo)

anelloonferno

IL GRANDE ANELLO

Dal Castello di Onferno, conosciuto per le sue grotte carsiche visitabili accompagnati da una guida, parte questa proposta di itinerario trekking. Lasciato il castello si imbocca la strada asfaltata che porta al nuovo abitato di Onferno. Dopo poche centinaia di metri si possono notare sulla destra alcune formazioni gessose con tagli e fessure, tipiche di quest’area.
Usciti dalla boscaglia il panorama si apre.
Sulla destra si nota un’ampia costa calanchiva denominata Ripa della Morte.
Questa formazione geologica è caratterizzata da calanchi di argilla e ripide pareti di rocce arenacee ed è, per dimensione e singolarità, di grande impatto.
Lungo questa formazione si riconoscono gli strati arenacei di un caldo colore giallo nella parte superiore e nella fascia sottostante quelli argillosi, di colore grigio.
Dal lato opposto della strada il bosco, che segue la venatura del gesso, è il protagonista assoluto del territorio.
Raggiunto Onferno, si imbocca a destra, dopo la chiesa parrocchiale, la strada che porta a Ca’ d’Orazio.
Dopo aver superato un fosso in cui si uniscono gli scoli calanchivi, si raggiunge la frazione Iola di Sopra.

Qui si incontra una antica roverella, albero della famiglia delle querce, e si procede in salita su una strada bianca. In meno di 500 metri si raggiunge l’abitato de Il Faggio.
Questo nucleo rurale che sorge a 287 metri s.l.m., risale al XVIII secolo.
Si prosegue su una traccia in terra battuta e si giunge, superandolo, ad un altro edificio. Da qui si può godere un bella veduta sulla valle del Burano che digrada lungo Marche e Umbria. A questo punto l’itinerario cambia volto e penetra all’interno di un bosco dominato da roverelle, carpino nero, orniello e qualche esemplare di cerro. Da segnalare anche il sottobosco ricco di arbusti quali il biancospino, il citiso, il prugnolo e piante quali l’asparago selvatico, la primula e l’orchidea.
Ci si trova all’interno di quello che viene chiamato Le Selve, tratto di grande importanza naturalistica: tra i tanti abitanti di questo bosco, la cinciallegra, la capinera, la volpe, il tasso.
Il sentiero è a tratti argilloso e nella prima parte rasenta una scarpata.
Da qui si domina un ampio ambiente calanchivo e si osservano le colline su cui poggiano Gemmano e Montefiore Conca.
Si attraversa poi una zona di campi coltivati e, proprio al limite superiore dello stesso, si può notare un bel querceto con un denso e singolare sottobosco.
Ancora qualche passo e si giunge a Cella.
L’insediamento, caratterizzato da un’abitazione ed un oratorio, un tempo di grande importanza per questa porzione di territorio, è oggi disabitato ed in rovina.

Importante è il paesaggio che si può godere da questo vecchio insediamento posto a 470 metri s.l.m.: la conca del Burano caratterizzata da estese aree calanchive e ripide pareti arenacee. Verso le Marche, lo sguardo spazia al Ventena di Gemmano con dolci colline che alternano prati e seminativi a siepi e piccoli boschi di querce. Da qui è possibile vedere poi il mare e il profilo della costa adriatica. Da Celle si prosegue fino a raggiungere una carraia in cui si svolta a destra.
Si cammina costeggiando il confine dalla Riserva Orientata mantenendo sulla destra le balze di Ripa della Morte e sulla sinistra le prime colline in territorio marchigiano. Si raggiunge un bivio e si prende a sinistra.
Questa breve deviazione permette di vedere l’abitato di Pian di Castello.
Il paese fortificato di origini medioevali, ora in totale stato di abbandono, si trova in provincia di Pesaro e ha l’aspetto di un borgo fantasma.
Una nicchia posta su un’abitazione fuori dalla cinta, porta l’effige della Madonna Nera.
Il paese fu sede di una attiva amministrazione comunale.
Dopo aver percorso a ritroso l’ultimo pezzo del cammino e giunti al bivio, si prosegue mantenendo la destra (evitando di imboccare la via dell’andata) verso il Castello di Onferno. Una strada stretta tra siepi di prugnolo supera il cimitero del piccolo paese: nei pressi del campo santo troviamo una vecchia ruota di una macina di arenaria fossile usata come basamento per una croce. In un tratto pianeggiante si incontra una celletta votiva, alzata per il ritrovamento dell’acqua dopo un lungo periodo di siccità.
Si scende veloci su una bella carraia panoramica e prima di giungere al castello Ca’ Bernardo, dalle origini risalenti al XVIII secolo.
Nei pressi dell’edificio si trovano un pozzo e un vecchio lavatoio.
Da qui su strada bianca e a tratti asfaltata si arriva in poco tempo al borgo di Onferno dove termina l’itinerario.

Distanza: 8,5 km
Durata: mezza giornata
Partenza e arrivo: Castello di Onferno

grandeanello

LA VIA DEI CRINALI

Dalle Grotte di Onferno, a pochi metri si svolta per via Arcella, dopo 700 mt primo punto di riferimento un casolare bianco. Si continua dritto per altri 500 mt e si incontra un bivio dove si deve svoltare a sinistra, inizia una salita e dopo 200 mt si deve girare a destra, da qui parte la camminata sui crinali veri e propri con una visuale spettacolare. Sempre in salita si percorre il sentiero per circa 1km fino a giungere sulla strada asfaltata Provinciale di Mulino Renzini.

A questo punto girare a destra e percorrere la strada asfaltata per circa 500mt sino al fienile e qui girare ancora a destra per riprendere il sentiero sterrato. Da questo punto parte la camminata sull’altro crinale per una lunghezza di 700 mt con la splendida vista del Conca sulla sinistra. Passato il crinale si svolta a destra e si prosegue diritto per circa 800 mt dove ci si ritroverà ancora sulla strada asfaltata di via Bosco. Percorrerla tutta sino all’incrocio con la Via Provinciale Onferno, si gira a destra e si continua sulla provinciale asfaltata per altri 300 mt.

A questo punto si rientra sulla strada sterrata voltando a destra dopo 500 mt si troverà un incrocio nel quale è necessario proseguire diritto ritrovandosi sulla via Arcella che si ripercorre a ritroso per giungere al punto di partenza le Grotte di Onferno

Distanza: 7 km
Durata: H 2:30
Partenza e Arrivo: Grotte di Onferno (Via Arcella)
Difficoltà: Livello E – Escursionistico con piccoli dislivelli, non eccessivamente problematico ma richiedono un certo senso di orientamento, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggio adeguato.

crinali
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